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LA LEGGENDA DELLE BELLE DI NOTTE
post pubblicato in Diario, il 10 maggio 2009
 























Si perde nella notte dei tempi la leggenda del fiore più bello.

Il fiore che allieta le notti di tutti gli uomini insonni perché li attende sveglio d’estate quando non riescono a prendere sonno: le belle di notte.
Una notte, tanto tempo fa, un pianto lungo e sommesso si aggiungeva ai rumori dell’oscurità. Questo pianto si ripeté a lungo, finché la Luna decise di trovarne la fonte.
A lungo girò intorno a tutto il pianeta e, quando aveva ormai perso del tutto le speranze, lo scorse.
Un piccolo punto luminoso: era da lì che proveniva il pianto.
La Luna scese dal suo cocchio e si avvicinò.
Accanto ad un pozzo, ai margini del bosco, era seduta una lucciola. “Chi sei tu? E perché rattristi con il tuo pianto tutte le mie stelle? “ chiese la Luna. La lucciola spaventata alzò gli occhi e rimase stupita nel vedere il suo interlocutore.
Allora disse: “Deve scusarmi, signora Luna, non volevo mettere tristezza alle sue stelle!”
“Io sono Lumil, il principe delle lucciole!”
“Perché piangi principe Lumil?” chiese la luna.
“Si avvicina la primavera e il mio popolo comincerà a vagare per i prati e i giardini, per illuminare le calde notti” disse Lumil “Ma noi non troveremo nessuna corolla dischiusa ad attenderci. Solo tanto verde!”
“E qual è il problema? “ chiese la Luna. “Il tuo popolo, da quando è stato creato, è sempre stato il popolo della notte! Voi avete un ruolo importante: dovete illuminare, come me e le stelle, le notti degli alberi”.
“E questo compito ci onora !” rispose Lumil. “Ma, vede signora Luna, c’è un sogno che ogni lucciola ha da quando nasce: io questo sogno lo faccio da sempre!”
“E qual è questo sogno?” chiese la Luna.
“Uscire dalla nostra casa, volare in un prato e trovare, almeno per una volta, un fiore che ci attenda e poterci posare sui suoi petali!” esclamò Lumil.
“Ma è un sogno, e solo un sogno rimarrà. Buona notte signora Luna e mi perdoni se l’ho disturbata”. E così dicendo Lumil volò via.
La Luna ritornò in cielo, ma non riusciva a smettere di pensare a Lumil e al sogno delle lucciole.
Le notti passavano e il pianto di Lumil le riempiva, ma all’improvviso il pianto cessò.
Sirio, una delle stelle, andò dalla luna e le disse: “Mamma ascolta!”e la invitò a tendere l’orecchio.
“Cosa devo ascoltare?”chiese la Luna.
“Il principe triste! Questa notte il suo pianto non si sente.” rispose Sirio.
“E’ vero ! esclamò la Luna . Non odo il suo lamento!”
“E se gli fosse accaduto qualcosa?” aggiunse Sirio molto preoccupata. “Ti prego mamma va a vedere!”
E cosi fu. La Luna salì sul suo cocchio e andò in cerca del pozzo presso il quale aveva incontrato Lumil per la prima volta.
Quando lo ebbe trovato, si fermò e si avvicinò.
Ferme, vicino al pozzo, trovò tante lucciole e ad una di loro chiese:
“Cosa accade?”la risposta la rattristò.
“Il nostro principe si è ammalato. Era molto triste perché sapeva che i suoi giorni stavano finendo, e che non sarebbe mai riuscito a realizzare il sogno del suo popolo. E il dispiacere lo ha consumato.”
La Luna rimase lì ferma ad attendere di poter vedere il principe Lumil.
Quando la vide il principe disse: “Signora Luna, come mai è ritornata?Io non ho pianto questa notte!”
“Ero preoccupata per te, ragazzo mio e volevo assicurarmi che tu stessi bene!” rispose la Luna dolcemente.
“Non deve preoccuparsi per me. Il mio tempo ormai è finito.
Raggiungerò i miei antenati con un unico rimpianto: non aver potuto realizzare il sogno del mio popolo. Spero che il prossimo principe ci riesca!”
Le forze stavano abbandonando il principe delle lucciole.
Tutto il suo popolo era preso da grande tristezza.
L’amore che le lucciole dimostravano al loro principe e la dolcezza di Lumil colpirono al cuore la Luna.
“Lumil la tua luce si spegnerà presto, questo io non posso evitarlo, ma – disse la Luna – andrai via sapendo di aver realizzato il sogno del tuo popolo. Guarda……..”
La Luna si strappò una ciglia, la prese tra le mani e la posò in terra di fianco a Lumil.
Come d’incanto dalla terra cominciarono a spuntare foglie.
Le foglie presero a germogliare, d’improvviso una gemma si schiuse e fece capolino un bel fiore giallo e fucsia.
“Ecco Lumil!Questo sarà il fiore delle lucciole, per sempre, e si chiamerà come te: Lumil, che nella lingua delle lucciole significa colui che rende bella la notte!” Lumil pianse di gioia e disse: “Grazie o luminosa Luna, sarà bella di notte per il mio popolo!”
E con tutta la forza che gli rimaneva, accese la sua lucina e volò sul suo fiore. E lì si spense felice.
Da quella notte, tante volte la Luna si è levata in cielo, ma ancora oggi quando, nelle notti d’estate guarda i prati, sorride.
Ogni notte le lucciole raggiungono le belle di notte che si schiudono solo per loro e c’è soltanto una pianta, la più bella, che non permette a nessuna lucciola di sedersi sui suoi petali e illuminarla: è la pianta nata vicino al pozzo ed è la sola che non ha bisogno di luce perché nei suoi fiori vive Lumil.




permalink | inviato da sakoto il 10/5/2009 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Natale 2008
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2008
... è quasi passata!!!! anche sta volta sopravviveremo... forse.... ve lo dirò domani.. per ora un caldo abbraccio a tutti quelli che per un motivo o l'altro nn avranno un Natale come i felici passati e in queste feste penseranno tanto a chi o cosa nn c'è più!!!!



permalink | inviato da sakoto il 24/12/2008 alle 18:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Perchè prendi un altro cane?
post pubblicato in Diario, il 1 novembre 2008

" Perchè prendi un altro cane? Tu che hai la libertà che io non ho perchè ho una bimba piccola... guarda nn ti capisco! Io quando nn avevo mia figlia ero così felice con mio marito di fare tutto quello che volevo ed ora è tutto più complicato. Nn possiamo andare più da nessuna parte... eh ... nn è che mi auguro che succeda qualcosa a mia figlia .... perchè gli voglio un bene dell'anima.. è che nn capisco perchè tu debba prenderti un altro cane che è una cosa così impegnativa!!! tu che potresti goderti quello che io nn posso... sarà che nn hai figli!! è proprio vero che chi nn ha problemi se li crea!!! forse sei una canara che sfoga tutte le sue frustazioni da donna senza figli sulle bestie... per me un cane nn da le soddisfazioni dei figli.. a mia figlia sono affezionata mentre un cane  nn mi commuoverebbe!!!"

che vi devo dire?!?

Mi dispiace molto per voi e soprattutto per i vostri figli!!!!

Nn passerà sera nella quale nn dirò una preghierina per voi perchè qualcosa o qualcuno vi possa riportare nella mia fortunata condizione di donna senza figli... chissà.... magari.. dopo... i cani piaceranno anche a voi!!!!




permalink | inviato da sakoto il 1/11/2008 alle 11:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
un cane....
post pubblicato in Diario, il 30 ottobre 2008
 
I DIECI COMANDAMENTI DEL CANE

1. La mia vita va dai 10 ai 15 anni. Qualsiasi separazione o abbandono, sarà un trauma per me. Ricorda questo PRIMA di prendermi con te.

2. Dammi il tempo di capire e comprendere quello che tu vuoi da me.

3. Dammi la tua fiducia. E' fondamentale per me, affinché io possa vivere bene.

4. Non restare arrabbiato con me a lungo, e non rinchiudermi per punizione. Tu hai il tuo lavoro, i tuoi divertimenti ed i tuoi amici. Io ho solo TE.

5. Parlami qualche volta. Anche se io non capisco tutte le parole, riconosco comunque la tua voce.

6. Ricorda, in qualsiasi modo tu mi tratti, io non dimenticherò mai.

7. Per favore, non picchiarmi. Io non posso picchiare, ma per reazione posso mordere e ferire, ed io non voglio farlo.

8. Prima che tu mi rimproveri perché non ascolto, o sono testardo, o pigro, chiediti se qualcosa potrebbe crearmi problemi. Magari il cibo che mi dai non mi fa bene, oppure sono stato al sole per troppo tempo, o il mio cuore sta diventando vecchio e debole.

9. Abbi cura di me quando diventerò vecchio. Anche tu diverrai vecchio un giorno.

10. Stai con me nei momenti più difficili. Non dire MAI, "Non ce la faccio a guardare, è meglio che io non ci sia quando sarà il momento". Ricorda che per me qualsiasi cosa è più facile, se TU sei con me.E infine ricorda sempre, IO TI AMO!!

Scritto dal Fitzsimmons Army Medical Center
Pubblicato dal SPCA di Pinellas County, Florida
Tradotto da Ivan Garberoglio





COME HAI POTUTO?

Queste parole sono scritte da un uomo molto sensibile e costringono una persona a riflettere sull'impegno che comporta avere un cane, prima di comprarne uno.

Avere un cane non è come avere un altro pezzo d'arredamento, od un passatempo come una moto da cross, da usarsi quando lo si desidera e da mettere poi da parte quando il corso della vita evolve in modo diverso. Avere un cane significa introdurre un'altro componente nella tua famiglia. Questo nuovo membro non ha meno sentimenti dei tuoi bambini e benchè non possa esprimere a parole il dolore, sofferenza, angoscia o sentimenti feriti, sicuramente li vive con maggiore intensità.

Per favore, ricordati di questo, quando decidi di crescere in famiglia. Se riesci a leggere il seguente articolo senza che le lacrime bagnino i tuoi occhi o senza un groppo alla gola o senza provare qualcosa di speciale per i membri a quattro zampe della famiglia, PER FAVORE NON PRENDERTI UN CANE... molto probabilmente non sei degno di un cane...

HOW COULD YOU? COME HAI POTUTO?

Quando ero una cucciola, ti ho divertito con le mie buffonate e ti ho fatto ridere. Mi chiamavi la tua bambina e nonostante un certo numero di scarpe rosicchiate ed un paio di guanciali squartati e sparpagliati ovunque, sono diventata la tua migliore amica. Ogni qualvolta facevo la " discola " mi agitavi il dito davanti al naso e mi chiedevi " Come hai potuto?", ma poi cedevi e mi rotolavi sulla pancia per una grattatina. La mia educazione casalinga fu un po’ più lunga di quel che pensavi, perché eri molto indaffarato, ma ci abbiamo lavorato insieme. Ricordo le notti in cui mi rannicchiavo vicino a te nel letto ed ascoltavo le tue confidenze ed i tuoi sogni segreti e credevo che la vita non sarebbe potuta essere più perfetta. Andavamo a fare lunghe camminate e corse nel parco, giri in macchina, fermate per il gelato (per me solo il cono perché "il gelato fa male ai cani", dicevi), ed io mi facevo lunghi pisolini al sole, aspettando che tornassi a casa alla fine della giornata. Impercettibilmente, hai iniziato a trascorrere più tempo al lavoro, a pensare alla tua carriera ed a dedicare più tempo alla ricerca di una compagna umana. Ti ho aspettato con pazienza, consolandoti comunque nei dolori e nelle delusioni, non ti ho mai rimproverato per le decisioni sbagliate e ho salutato con gioia ogni tuo ritorno a casa, anche quando ti sei innamorato. Lei, che ora è tua moglie, non è "persona da cani", ma le ho dato comunque il benvenuto nella nostra famiglia, provando a dimostrarle affetto e obbedendole... Ero felice, perchè tu eri felice.

Quando sono arrivati i bambini, ho condiviso la vostra agitazione. Sono stata affascinata dal loro aspetto roseo, dal loro odore e avrei voluto far loro da madre. Solo voi due potevate temere che potessi far loro del male, ma ho passato la maggior parte del tempo in un'altra stanza, o in gabbia. Oh, come avrei voluto amarli, ma sono divenuta una "prigioniera dell'amore".

Quando hanno iniziato a crescere, sono diventata la loro amica. Si aggrappavano al mio pelo e si trascinavano sulle loro tremolanti gambette, mi cacciavano le dita negli occhi, esploravano le mie orecchie e mi baciavano sul naso. Di loro, adoravo tutto e le loro carezze - perchè le tue carezze erano ormai diventate così rare - ed io li avrei difesi fino alla morte, se fosse stato necessario. Avrei voluto sgusciare dentro i loro letti ed ascoltare le loro ansie ed i loro sogni segreti, ed insieme avremmo aspettato di sentire arrivare il rumore della tua auto.

C'era un tempo in cui, quando qualcuno ti chiedeva se avessi un cane, tu tiravi fuori la mia foto dal portafoglio e iniziavi a raccontare di me. In questi ultimi anni, hai risposto solo "si" e hai cambiato discorso. Sono passata dall'essere il "tuo cane" a "solo un cane", e tu a lamentarti per ogni spesa affrontata per me. Ora, hai l'opportunità di fare una nuova carriera in un'altra città, e tu e loro vi trasferirete in un appartamento dove gli animali non sono ammessi. Tu hai preso la giusta decisione per la tua" famiglia", ma c'era un tempo in cui ero io la tua sola famiglia.

Ero eccitata all'idea del viaggio in auto, fino a quando siamo arrivati al rifugio per animali. Odorava di cani e di gatti, di paura, di disperazione. Hai compilato le carte e hai detto "So che troverete una buona casa per lei". Loro hanno fatto spallucce e ti hanno guardato con sguardo afflitto. Conoscono la realtà che riguarda un cane di mezza età, sia pure con le "carte". Hai dovuto staccare le dita di tuo figlio dal mio collare mentre lui gridava "No, babbo! Per favore, non lasciare che prendano il mio cane!" Ed ero preoccupata per lui e di che lezione le stavi giusto impartendo su amicizia e lealtà, su amore e responsabilità, e sul rispetto per ogni vita. Mi hai dato una pacca di addio sulla testa, evitando i miei occhi, e ti sei cortesemente rifiutato di portare con te il mio collare ed il mio guinzaglio. Avevi una scadenza da rispettare, ed ora anch'io ne ho una che mi attende.

Dopo la tua partenza, le due gentili signore dissero che certamente tu lo sapevi da mesi di questo trasloco e ciò nonostante non hai fatto alcun tentativo di trovarmi una buona casa. Scossero la testa e mi chiesero "Come hai potuto?" . Qui al canile, con noi sono premurosi, tanto quanto lo permettono i loro impegni. Naturalmente, ci danno da mangiare, ma io già da giorni ho perso l'appetito. All'inizio, ogniqualvolta qualcuno passava davanti al mio recinto, correvo al cancello, sperando che fossi tu, - che avessi cambiato idea - che questo fosse tutto un brutto sogno...o almeno speravo che fosse qualcuno che si interessasse a me, qualcuno che avrebbe potuto salvarmi.

Quando capii che non avrei potuto competere con lo zampettare di un cucciolo allegro, inconscio del suo destino, mi ritirai nell'angolo più lontano ed aspettai. Sentii i suoi passi che venivano per me alla fine della giornata, e la seguii silenziosamente lungo il corridoio, fino ad una stanza isolata. Una stanza magnificamente tranquilla. Lei mi piazzò sul tavolo e mi strofinò le orecchie e mi disse di non preoccuparmi. Il mio cuore martellava nell' attesa di ciò che stava per succedere, ma c'era anche un senso di sollievo. La prigioniera dell'amore ha esaurito i suoi giorni. Come è mia natura, era più preoccupata per lei. Il fardello che sopporta la opprime profondamente, e lo so, così come conoscevo ogni tuo umore.

Gentilmente mi ha messo un laccio emostatico su una delle mie zampe anteriori, mentre una lacrima le scendeva lungo una guancia. Le leccai la mano così come facevo con te per consolarti tanti anni fa. Senza farmi male mi infilò l'ago ipodermico in vena. Come sentii la puntura ed il freddo liquido scorrere nel mio corpo, mi lascia andare sonnolenta, la guardai nei suoi occhi buoni e mormorai "Come hai potuto".

Forse perché non capì bene il mio linguaggio canino, mi rispose "Sono così dispiaciuta". Mi abbracciò ed in fretta mi spiegò che era il suo lavoro essere sicura che io andassi in un posto migliore, dove non sarei stata ignorata, o maltrattata o abbandonata, o dove non avrei dovuto arrangiarmi da sola - un posto di amore e di luce, così diverso da questo luogo terreno. E con le mie ultime energie, cercai di spiegarle con un colpo di coda che il mio "Come hai potuto?" non era rivolto a lei. Era per te, Mio Amato Padrone, era a te che stavo pensando...Penserò sempre a te e ti aspetterò per sempre. Che tutti , nella tua vita, possano continuare a mostrarti così tanta lealtà.

Fine

By Jim Willis 2001 traduzione di Patrizia Fiorenzato

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Una nota dell'autore

Se "How Could You?" ti ha fatto piangere mentre lo leggevi, così come ho pianto io mentre lo scrivevo, è perchè è la storia composita di milioni di "animali da compagnia", che in passato avevano un padrone e che ogni anno muoiono nei rifugi per animali in America e Canada (come anche in Italia! n.d.t.).

Chiunque voglia distribuire questo saggio per scopi non commerciali è ben accetto, purché sia correttamente riportata la nota sul copyright. Per favore, utilizzate questo saggio per aiutare l'educazione, nel vostro sito, nelle newsletter, nei rifugi per animali, negli ambulatori veterinari e nei bollettini.

Dite alla gente che la decisione di aggiungere un animale alla famiglia, è una decisione importante per la vita, quegli animali meritano il nostro amore e cure sensibili, che trovare una nuova casa idonea per il vostro animale è una vostra responsabilità e qualunque associazione umanitaria locale o lega per la difesa animale può offrirvi buoni consigli, e che ogni vita è preziosa. Per favore, fate la vostra parte per fermare le uccisioni e favorite tutte le campagne per la sterilizzazione per prevenire animali indesiderati.
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permalink | inviato da sakoto il 30/10/2008 alle 21:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Privatizziamo gli ospedali
post pubblicato in Diario, il 27 settembre 2008

 se servisse a far sparire veramente i fannulloni (caro brunetta nn fanno più la malattia chiedono infortunio sul lavoro così possono uscire e farsi tutti i cazzi loro)
se servisse per premiare chi lavora veramente
se servisse per togliere tutto il vecchio e il marciume costituzionalzzaato
se servisse per aver un servizio più veloce e sicuro
se servisse a eliminare tutti i casi di malasanità
se servisse a rendere più educati gli operatori (magari perchè più felici e soddisfatti del proprio lavoro)
......se servisse....
ma servirà solo a fare un po' di pulizia demografica poco democratica, in parole povere

CHI AVRA' I SOLDI SI CURERA' CHI NON CE LI AVRA' CREPI PURE 




permalink | inviato da sakoto il 27/9/2008 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Autunno
post pubblicato in Diario, il 23 settembre 2008

L'autunno mi ha sempre portato uno stato confusionale, di quello non piacevole, che  mi mette l'ansia addosso e non mi fa respirare. Sono giorni che oscillo da stati di euforia a stati di smarrimento e questo mi destabilizza e mi fa sentire come queste foglie colorate che girano veloci trascinate dal vento. Ma non saprei dire cosa potrebbe fermare tutto ciò... direi che non esiste soluzione e quindi come al solito aspetterò che il tempo mi riporti il sereno come son sicura mi riporterà la primavera. 




permalink | inviato da sakoto il 23/9/2008 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Fine ferie
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2008
...facciamo così.... anno nuovo vita nuova.... buon anno a tutti



permalink | inviato da sakoto il 13/9/2008 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
ciao mamma
post pubblicato in Diario, il 9 agosto 2008
  La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Cos'è la morte, se non un accidente trascurabile?
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Hnry Scott Holland



permalink | inviato da sakoto il 9/8/2008 alle 15:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
L'isola sconosciuta
post pubblicato in Diario, il 24 maggio 2008

Il filosofo del re, quando non aveva niente da fare, veniva  sedersi accanto a me, mi guardava rammendare le calze dei paggi, e a volte si metteva a ragionare, diceva che ogni uomo è un'isola, ma io siccome la cosa non mi riguarda visto che sono una donna, non gli davo importanza, voi che ne pensate,Che bisogna allontanarsi dall'isola per vedere l'isola, e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi, Se non ci allontaniamo da noi stessi, intendete dire, Non è la medesima cosa








permalink | inviato da sakoto il 24/5/2008 alle 13:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Sono qui per voi
post pubblicato in Diario, il 1 maggio 2008
 Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)

"Cerco compagno per missione divina", diceva un annuncio che ho trovato su internet. "Attraverseremo gli Stati Uniti in una Cadillac Seville del 1979 color giallo banana, con la foto di Lionel Richie appesa allo specchietto e la mia autobiografia (un manoscritto di mille pagine) nel baule. La missione è trovare il mio padre biologico, che ha un ranch in Messico. Faremo pipì nelle piscine, ruberemo nei supermercati e indosseremo grandi occhiali da sole. A chi mi accompagna darò mille dollari". Mostrandoti questo annuncio, Bilancia, non ti voglio suggerire di accettare l'offerta. Ma spero di invogliarti a tenere d'occhio le proposte come questa: se aiuterai delle persone interessanti a portare a termine ricerche difficili e ispirate, sarai ricompensato.




permalink | inviato da sakoto il 1/5/2008 alle 10:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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